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Taeko Kōno

河野多惠子
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Taeko Kōno ( 河野多惠子?, Kōno Taeko; Osaka, 24 febbraio 1926 – Tokyo, 29 gennaio 2015) è stata una scrittrice e critica letteraria giapponese, considerata una delle voci più innovative e provocatorie della letteratura femminile giapponese del secondo dopoguerra. Appartenne alla generazione di scrittrici emersa negli anni sessanta, una stagione letteraria che vide autrici come Yumiko Kurahashi, Mari Mori, Yūko Tsushima e Takako Takahashi impegnate a rinnovare la letteratura femminile attraverso narrazioni audaci, sperimentali e trasgressive che sfidavano il realismo intimista e autobiografico (shishōsetsu) e le tradizionali rappresentazioni di genere (ryōsai kenbo). Debuttò nel 1961 con il racconto 幼児狩り?, Yōji-gari, trad.: Caccia ai bambini, pubblicato sulla rivista Bungakukai, che introdusse molte delle questioni centrali della sua opera - masochismo, sadismo, fantasie pedofile e violenza - suscitando reazioni polarizzate tra critici e lettori. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre cinquanta racconti e romanzi, ricevendo numerosi premi, tra cui il prestigioso Akutagawa nel 1963 per 蟹?, Kani, trad.: Granchi, il Premio per la letteratura femminile (Joryū bungaku shō), il Premio Tanizaki Junichirō e il Premio dell'Accademia Giapponese delle Arti. Nel 2014 le fu conferito l'Ordine della Cultura (文化勲章?, Bunkakunshō), il più alto riconoscimento statale giapponese per meriti nel campo artistico e letterario.

Fonte: «Taeko Kōno», Wikipedia in italiano (CC BY-SA 4.0), estratto