Tatsuzō Ishikawa (石川 達三?, Ishikawa Tatsuzō; Yokote, 2 luglio 1905 – Tokyo, 31 gennaio 1985) è stato uno scrittore e giornalista giapponese, il primo vincitore del premio Akutagawa nel 1935 con il romanzo Sōbō (蒼氓, trad. Gente errante), in cui racconta della sua esperienza tra gli emigrati giapponesi in Brasile. Le sue opere coprono una vasta gamma di argomenti, compresi romanzi folcloristici con forti caratteristiche sociali. Il suo stile letterario si concentra sull'uso di tecniche documentarie. Come reporter che accompagnava l'esercito giapponese durante la guerra cino-giapponese, ha scritto 生きている兵隊?, Ikite iru Heita, trad. (I soldati vivi, 1938), in cui ha descritto le atrocità compiute dall'esercito durante il massacro di Nanchino; il racconto, pubblicato su una rivista, è stato subito messo al bando dal governo per "disturbo della pace e dell'ordine", come previsto dalla "Legge sulle pubblicazioni" (Shinbunshi Hō 新聞紙法), e il suo autore condannato a quattro mesi di carcere. Dopo la seconda guerra mondiale, Ishikawa ha pubblicato diversi best-seller su soggetti di vita quotidiana, come l'amore e il matrimonio, ma anche "romanzi sociali" caratterizzati dallo stile investigativo. I titoli di molte delle sue opere divennero all'epoca espressioni gergali. Dalla fine degli anni quaranta ha rivestito diverse cariche sociali: è stato membro dell'Accademia giapponese delle arti (日本芸術院), presidente del PEN Club giapponese (日本ペンクラブ), dell'Associazione giapponese degli scrittori (日本文藝家協会), dell'Associazione giapponese per la protezione del copyright letterario (日本文芸著作権保護同盟), del Congresso di Tokyo dell'Associazione degli scrittori afro-asiatici (Afro-Asian Writers' Association-AAWA).
Fonte: «Tatsuzō Ishikawa», Wikipedia in italiano (CC BY-SA 4.0), estratto
